E’ ascolto

L’ascolto è uno degli atteggiamenti dell’accoglienza.
Ma quanto è difficile ascoltare, come una persona inizia a parlare subito ci vengono in mente tante cose da dire. Alla prima frase che ascoltiamo abbiamo già pronto un discorso di mezzora e da quel momento rimaniamo concentrati sul nostro discorso, per non dimenticarlo, e non ascoltiamo più.
Ascoltare è focalizzare l’interesse, mettere in primo piano l’altro, dare l’attenzione e l’importanza alle parole dell’altro, con il nostro atteggiamento gli diciamo: sei importante, è importante ciò che stai dicendo. Ti senti accolto quando qualcuno ti ascolta.
Questo è l’ascolto che il Signore ci invita ad esercitare nei confronti dei fratelli, poi c’è l’ascolto che siamo chiamati ad avere per trasformare la nostra vita. Sulla Bibbia troviamo alcuni brani che ci indicano come ascoltare:
Rm. 10,17 Dunque, la fede viene dall’ascolto e l’ascolto riguarda la parola di Cristo.
Ef: 4:21 Se davvero gli avete dato ascolto e se in lui siete stati istruiti, secondo la verità che è in Gesù….
At. 13,44 Il sabato seguente quasi tutta la città si radunò per ascoltare la parola del Signore.
Abbiamo sempre detto che l’atteggiamento che permette l’ascolto è il silenzio, ma non solo.
Stare in silenzio, trovare un momento da dedicare al silenzio è difficile, ma noi siamo chiamati a “fare silenzio dentro di noi”. Appena attorno a noi c’è un momento di silenzio iniziamo a pensare alle nostre cose, a quello che dovremo fare poco dopo, a quello che dovremo organizzare, a cosa cucinare, a quando dovremo prendere i nipoti a scuola, se abbiamo preparato tutto e questo scatta appena c’è silenzio.
Automatico: silenzio = pensieri personali.
Questo accade anche nei momenti di preghiera, appena c’è il silenzio tac partono i pensieri personali. Questo ha generato l’idea che per non distrarci bisogna sempre parlare, parliamo durante l’animazione della preghiera, parliamo durante l’Adorazione, parliamo quando facciamo le preghiere personali ai fratelli, parliamo parliamo. Ma siamo sicuri che il Signore vuole tutte queste parole?
Come è più facile donare che ricevere, così è più facile parlare che ascoltare.
Riflettendo insieme abbiamo anche un po’ paura del silenzio perché siamo costretti ad ASCOLTARE.
Nella lettera agli Efesini c’è scritto “se davvero gli avete dato ascolto e se in lui siete stati istruiti, secondo la verità che è in Gesù, abbandonate l’uomo vecchio”.
Questo mi fa comprendere che tutto nasce dall’ASCOLTO, che non è semplicemente SENTIRE DELLE PAROLE ma farle penetrare dentro di noi affinché possano guarirci e liberarci donandoci la vita nuova, la nuova mentalità.
Una volta ascoltata la Parola del Signore va meditata, macinata, ripensata, confrontata con la vita che conduciamo e questo non una volta ma tutte le volte che il Signore ce la propone. In questo ci aiuta anche la liturgia che ripropone periodicamente le letture. Consigliamo sempre di prendere degli appunti quando ascoltiamo una riflessione perché rileggendo gli appunti ognuno possa avere delle illuminazioni personali. Un tempo sottolineavamo sulla Bibbia i brani delle profezie affinché rimanessero impresse nella mente e nel cuore.  Per ascoltare, oltre al silenzio interiore, dobbiamo predisporci ad accogliere la Parola senza credere di sapere già tutto e dobbiamo esercitarci nel discernimento, parleremo in un’altra occasione di questo dono, ma voglio dirvi che senza il discernimento rischiamo di mettere in bocca al Signore le nostre parole. Ed allora capiremo anche che non serve dire tante parole, ma soltanto la Parola di Gesù, tutte le altre distraggono.
Non avremo paura del silenzio perché saremo guariti e avremo piacere, beatitudine nell’ESSERE alla presenza del Signore, senza parole, davanti al ROVETO ARDENTE.