«Oggi abbiamo visto cose prodigiose».

Lunedì II Settimana di Avvento
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 5,17-269
Un giorno Gesù stava insegnando. Sedevano là anche dei farisei e maestri della Legge, venuti da ogni villaggio della Galilea e della Giudea, e da Gerusalemme. E la potenza del Signore gli faceva operare guarigioni.
Ed ecco, alcuni uomini, portando su un letto un uomo che era paralizzato, cercavano di farlo entrare e di metterlo davanti a lui. Non trovando da quale parte farlo entrare a causa della folla, salirono sul tetto e, attraverso le tegole, lo calarono con il lettuccio davanti a Gesù nel mezzo della stanza.
Vedendo la loro fede, disse: «Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati». Gli scribi e i farisei cominciarono a discutere, dicendo: «Chi è costui che dice bestemmie? Chi può perdonare i peccati, se non Dio soltanto?».
Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, rispose: «Perché pensate così nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire “Ti sono perdonati i tuoi peccati”, oppure dire “Àlzati e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati, dico a te – disse al paralitico -: àlzati, prendi il tuo lettuccio e torna a casa tua». Subito egli si alzò davanti a loro, prese il lettuccio su cui era disteso e andò a casa sua, glorificando Dio.
Tutti furono colti da stupore e davano gloria a Dio; pieni di timore dicevano: «Oggi abbiamo visto cose prodigiose».
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Lo stupore davanti a ciò che Gesù fa, potremmo quasi dire che sia d’obbligo ed è sicuro che, se lo si sa valorizzare, diventa l’espressione più genuina e appropriata della fede.
Soltanto una chiusura assunta per partito preso o anche una mente guidata dal sospetto potranno impedirne l’esperienza che spesso è frutto di spontanea e naturale reazione.
I poveri, i semplici, gli umili… la folla che hanno mente e cuore liberi e aperti ne danno testimonianza in tutta semplicità. Ed è bello che – come avviene in questo caso – alla voce di uno che, in obbedienza alla parola di Gesù, se ne torna a casa glorificando Dio per il dono ricevuto si unisca quella di tutti gli altri che hanno assistito al miracolo e ora, stupiti ed ammirati, condividono, insieme alla sua gioia, la gratitudine al Signore.