«Quello che hai preparato, di chi sarà?».

Lunedì XIX Settimana del Tempo Ordinario
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 12,13-21)
In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».
E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nella abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».
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Ci sono due dimensioni in noi. Una dimensione costituita da emozioni, sensazioni, piacere, falsità, odi, invidie, gelosia, permalosità, solitudine, stanchezze. C’è poi un’altra dimensione in noi, quella infinita: il desiderio di orizzonti sconfinati, di un Altro oltre noi stessi. Questa dimensione non può essere riempita da ciò che è limitato ma solo da Gesù.
Lo scopo vero della nostra esistenza è accorgersi di essere amati da Dio. Quando fai questa esperienza tutta la tua vita si riempie, cambia, si trasforma e diventa canto. Se tu sei pieno di Dio è ovvio che non hai dei buchi da coprire con le cose di questo mondo, ma le cose di questo mondo le lasci a chi  ne ha bisogno. Non metti da parte niente perché c’è qualcosa di più grande, hai la garanzia piena. La povertà è una logica conseguenza di una pienezza di vita interiore.
Ti lasci arricchire da Dio accolto ed amato?