«La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai».

Venerdì XXVIII Settimana del Tempo Ordinario
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 10,1-9)
In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».
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Che cosa dobbiamo annunciare? Il Signore dice: «Andate e dite loro: è vicino a voi il regno di Dio». Noi non abbiamo un regno da costruire per noi, dobbiamo soltanto mettere in evidenza il regno di Dio che c’è già e renderlo visibile. Noi siamo chiamati ad essere servi di questo regno, per cui in tutti i rapporti umani tu sei chiamato a mettere in evidenza la realtà di Dio, il mistero di Dio nel quale noi siamo.
Nello spazio di vita dove siete, ad esempio la professione, dovete manifestare il regno di Dio. Qualora essa fosse soltanto una professione non servirebbe allo scopo per cui siamo mandati!
Anche le cose più belle del mondo sono una stupidità se in quelle cose non viene manifestato il regno di Dio e annunciata la gloria del Signore, se non viene manifestata la comunione!
Mettiti in ginocchio davanti a Dio al mattino chiedendo: «Signore, oggi come evidenzierò il tuo Regno?».  Questa è realtà che deve essere manifestata!