«Hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli».

Venerdì XXVI Settimana del Tempo Ordinario San Francesco d’Assisi Patrono d’Italia
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11,25-30)
In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
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I piccoli di cui parla Gesù sono coloro che sanno che al di fuori del loro Padre non possono vivere e allora rimangono in lui; mentre i sapienti che hanno raggiunto la loro autosufficienza non hanno questa possibilità. I sapienti sono coloro che sanno tutto e che non hanno niente da imparare da nessuno e quindi non si mettono a fianco degli altri. 
Quante volte mi interrogo e mi vedo in questo atteggiamento! Allora dico: «Signore, abbi misericordia di me!». Ed ecco subito la voglia, il desiderio di andare a scuola dai più piccoli, dai più deboli, da quelli che sanno di meno, da quelli che sanno così poco. Il Signore vuole che siano i poveri i nostri giudici e maestri: devono essere loro a parlarci di Dio! San Francesco d’Assisi è stato un grande nella storia, perché si è fatto piccolo secondo Dio.
I piccoli, i poveri ci aprono il cuore e la mente e ci fanno sentire che abbiamo bisogno di stare in mezzo a loro, di farli entrare dentro di noi e noi entrare dentro di loro, perché i veri emarginati siamo noi: emarginati dall’incontro vero con il Signore che avviene con i suoi piccoli, i suoi figli.