«Prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme».

Martedì XXVI Settimana del Tempo Ordinario
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,51-56)
Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.
Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme.
Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.
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La richiesta di scagliare fulmini e saette per i discepoli è reazione quasi naturale, provocata dal rifiuto di un intero villaggio, al quale avevano annunciato l’arrivo del Maestro.
Si sentono potenti e manifestano tutto lo spirito conquistatore che hanno dentro. Ma Gesù non solo non bada al rifiuto, ma li rimprovera aspramente sia per quello che hanno chiesto – e non dovevano permettersi – e sia perché, nonostante da tempo stiano con lui, non hanno ancora capito il senso della sua missione.

«I loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli».

Mercoledì XXVI Settimana del Tempo Ordinario ANGELI CUSTODI
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 18,1-5.10)
In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?».
Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.
Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me.
Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli».
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Ci sono gli angeli grandi, quelli delle grandi azioni e delle grandi battaglie. E quelli piccoli, nascosti, del quotidiano. Sono gli angeli custodi che oggi ricordiamo. Togliere gli angeli dalla Bibbia, presi dal sacro furore della scienza e del realismo scientifico, significa strapparne un quinto delle pagine… Gli angeli, puri spiriti creati da Dio, ci sostengono e ci aiutano nel nostro percorso di vita, nel nostro cammino di fede.
Crediamo che ognuno di noi viene affidato alle cure amorevoli di un angelo. Se non ve ne siete mai accorti è perché non lo lasciate lavorare! Provate, ad esempio, prima di un colloquio delicato che vi mette a disagio a chiedere al vostro angelo di contattare l’angelo della persona in questione, per mettersi d’accordo e agevolare l’incontro… Oppure provate a invocarlo quando dovete fare delle scelte difficili e non riuscite a decidervi per il meglio. O, ancora, a chiamarlo in causa prima di un viaggio (poi, mi raccomando, guidate con prudenza!). Accorgerci dell’angelo significa davvero aprirci ad una dimensione dello Spirito inattesa…