«Bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».

Sabato XXIII Settimana del Tempo Ordinario ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 3,13-17)
In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».
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Obiettivo divino è condividere la vita eterna, come dono di fedeltà della sua promessa, fin dall’inizio, quando con Mosè salvava da morte chiunque – come segno di fede e di obbedienza – guardava il serpente di bronzo, fatto innalzare perché fosse visibile a tutti. Essere visibile nel suo sacrificio, non è mettersi in mostra, ma indicare la via maestra per ricevere la vita e la salvezza. Gesù, infatti, – pur potendolo fare con verità e giustizia – non è venuto nel mondo per giudicarlo ma per salvarlo, con la sua stessa presenza, anzi, di più: con il sacrificio della sua vita, testimone fedele della verità della sua iniziativa d’amore appassionato.