«Osservavano per vedere se guariva in giorno di sabato».

Lunedì XXXIII Settimana del Tempo Ordinario
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 6,6-11)
Un sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo.
Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!». Si alzò e si mise in mezzo.
Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?». E guardandoli tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!». Egli lo fece e la sua mano fu guarita.
Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.
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Guarire quel malato durante il sabato sarebbe stato considerato lavoro proibito e agli scribi interessava come imputazione per condannare Gesù. Lui però, infuocato dal suo amore, non si tira indietro: la croce era l’unica via per liberare l’umanità.
Quando l’amore di Dio entra dentro di noi, e modifica la nostra volontà, la trasforma, allora noi amiamo come ama Dio: in tutte le difficoltà della vita non ti tiri indietro, perché sei legato a lui e con lui cammini, non ti interessa come andrà a finire, sai che vai avanti con lui.
Saremo nella gioia piena nella misura in cui diremo: «La nostra vita è in Cristo, ci siamo giocati la vita con lui, e con lui ed in lui creiamo il mondo nuovo!».