«Chi insegnerà e osserverà i precetti, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

Mercoledì III Settima di Quaresima
Dal Vangelo secondo Matteo  (Mt 5,17-19)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».
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Gesù non cambia la legge ma la porta alla pienezza, dice: «Neanche uno iota passerà». La sostanza, l’essenza della legge è Dio che si  è rivelato pienamente e totalmente attraverso il Cristo. Dice S. Paolo: «Coloro che credono in Gesù non sono più sotto la legge» (Rom. 6,14) ma sono in un rapporto di figli con il Padre (Gal.4,4-5).
Finalmente l’uomo non si incontra più con una norma fredda ma si incontra con un Padre che vuole camminare con lui e che attraverso Cristo lo è venuto a chiamare alla partecipazione della vita divina. La legge per il cristiano non esiste più perché Cristo è la legge. L’adulto definitivo è colui che non segue la legge, perché ha un rapporto vitale con Gesù che è la legge. Esigi da te stesso la serietà, la maturità, la pienezza del tuo cammino in Cristo Gesù.