«Figlio di Dio!»

Giovedì II Settimana del Tempo Ordinario
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 3,7-12)
In quel tempo, Gesù, con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall’Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidòne, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui.
Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo.
Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.
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Conducevano a Gesù tutti i malati, i tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici ed egli li guariva; Una grande folla lo seguiva. I miracoli sono segni attraverso i quali Gesù rivela la propria identità: egli è Dio e ha il potere sulla malattia, sui demoni, sulla natura.
Chi ama Gesù, viene da lui guarito, come è scritto nell’esodo: «Io sono il Signore, io sono colui che ti guarisce perché riempio il tuo cuore» (Es. 15,26).
Guarendo il cuore il Signore guarisce anche il portafoglio, perché non si spende più denaro per ciò che non è pane e un patrimonio per ciò che non sazia (Is. 55,2) Se gli uomini convertissero il loro cuore a Dio, si libererebbero dai loro vizi.
Una vita serena, semplice, luminosamente povera, sobria, tutta rivolta al bene e che riduce drasticamente le spese, è la vita di chi si consegna a Gesù.