«Dio farà giustizia ai suoi eletti che gridano verso di lui».

Sabato XXXII Settimana del Tempo Ordinario

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 18,1-89

In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.
Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».  

E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

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La vedova aveva dei problemi con un cittadino potente. Il giudice, che non temeva Dio, e non aveva riguardi per nessuno, non voleva alienarsi quest’uomo ricco ed influente. La vedova non poteva competere con questo ricco e il giudice corrotto non le voleva rendere giustizia.

La vedova, povera e debole, aveva la sua unica forza nell’insistere presso il giudice e rendergli impossibile la vita. La sua importunità vinse il giudice ingiusto, che finalmente interviene non per amore della giustizia, né per la compassione, ma per la disperazione. E su quella stizzosa decisione interviene Gesù: «Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui?» Gli eletti sono coloro che «gridano giorno e notte», cioè quelli che pregano sempre, senza stancarsi. La venuta del Signore e del suo regno è frutto della preghiera. Dio non può essere insensibile al grido accorato del povero.

Il Vangelo termina con un provocante interrogativo: «Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà le fede sulla  terra?». Il Signore, per il suo ritorno, esige una fede come quella della vedova. Tale fede, che si fa preghiera incessante, è il nostro sì alla sua venuta. Attraverso la fede, la storia intera si può trasformare, con Gesù, in grido che invoca la giustizia per tutti.

«Dio farà giustizia ai suoi eletti che gridano verso di lui».

Sabato XXXII Settimana del Tempo Ordinario
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 18,1-89
In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.
Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».
E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».
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La vedova aveva dei problemi con un cittadino potente. Il giudice, che non temeva Dio, e non aveva riguardi per nessuno, non voleva alienarsi quest’uomo ricco ed influente. La vedova non poteva competere con questo ricco e il giudice corrotto non le voleva rendere giustizia.
La vedova, povera e debole, aveva la sua unica forza nell’insistere presso il giudice e rendergli impossibile la vita. La sua importunità vinse il giudice ingiusto, che finalmente interviene non per amore della giustizia, né per la compassione, ma per la disperazione. E su quella stizzosa decisione interviene Gesù: «Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui?» Gli eletti sono coloro che «gridano giorno e notte», cioè quelli che pregano sempre, senza stancarsi. La venuta del Signore e del suo regno è frutto della preghiera. Dio non può essere insensibile al grido accorato del povero.
Il Vangelo termina con un provocante interrogativo: «Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà le fede sulla  terra?». Il Signore, per il suo ritorno, esige una fede come quella della vedova. Tale fede, che si fa preghiera incessante, è il nostro sì alla sua venuta. Attraverso la fede, la storia intera si può trasformare, con Gesù, in grido che invoca la giustizia per tutti.