«Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero».

14 Novembre Mercoledì XXXII Settimana del Tempo Ordinario
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 17,11-19)
Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea.
Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati.
Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».
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I lebbrosi si fermano a distanza: la legge dell’epoca, vietava loro di avvicinarsi a chi non era malato di lebbra.
Particolare interessante: i lebbrosi già guariti dovevano presentarsi ai sacerdoti per la constatazione della guarigione avvenuta, ed essi partono mentre ancora sono lebbrosi. Quale fede suscita Gesù! Mentre i lebbrosi vanno dai sacerdoti, vengono guariti. Uno solo però ritorna da Gesù per ringraziarlo e gli dice:  «Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?».
Dare gloria a Dio implica rilevare l’importanza di Dio, cioè ciò che Dio è! Quando tu vedi quello che Dio è e lo riveli, dai gloria a Dio! Io sono un nulla e do gloria a Dio: riconosco ciò che Dio ha operato nella mia vita.
Dà gloria a Dio, ovvero riconosci le opere di Dio! Dai gloria a Dio secondo la misura di fede che lui ti ha donato.