«Se non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera?»

10 Novembre Sabato XXXI Settimana del Tempo Ordinario
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 16,9-15) 
In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne. Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».
I farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si facevano beffe di lui. Egli disse loro: «Voi siete quelli che si ritengono giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che fra gli uomini viene esaltato, davanti a Dio è cosa abominevole».
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Finchè non si sceglie Gesù come arbitro della propria vita si pretende di poter servire due padroni, in realtà si serve uno solo: il mondo. Davanti a Gesù ci si commuove, ma non basta per salvarsi. Gesù lo si ammira, ma non basta, Gesù viene visto come un vero rivoluzionario, ci si mette dalla sua parte, ma non basta. Gesù lo si vede come il figlio di Dio, ma non basta.
Qual è il giorno reale della nascita in Cristo?
E’ il giorno in cui si sceglie Gesù, non per emozione soltanto, ma per convinzione.