«Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli».

Martedì  XXIX settimana del Tempo Ordinario
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 12,35-38)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli.
E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!».
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La Chiesa è la casa che il padrone della parabola dà ai servi. La salvezza gestita dalla Chiesa costituisce i “poteri” che il padrone ha lasciato ai servi.  I discepoli ai quali si rivolge Gesù sono gli apostoli di ieri e i vescovi di oggi. Sono anche i fedeli che nella fede e nel Battesimo aderiscono a Cristo Gesù.
Quali sono i segni che i membri della Chiesa cattolica si convertono? La loro vita trasformata in Cristo Gesù, per cui camminando arrivano a dire: «Io vivo, si, ma non sono io che vivo, è Cristo che vive in me» (Gal. 2,20).
Le sette divorano i cattolici. Ci sono altre cause che rendono difficile la vita della Chiesa: le invidie, le gelosie, i pregiudizi tra i cattolici. Invece tutti uniti, ognuno nella sua originalità e carisma attorno al Parroco la Chiesa non continuerà a perdere brandelli da tutte le parti.
Il Signore viene senza preavviso; bisogna essere sempre pronti.