«Vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».

Venerdì XXV Settimana del Ordinario – Santi Arcangeli
Dal Vangelo secondo Giovanni  Gv 1,47-51
In quel tempo, Gesù, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!».
Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».
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Non fa una piega la domanda di Nataniele. Di fronte all’affermazione di Gesù che lo pennella a meraviglia mostrando di conoscerlo, l’interessato vorrebbe almeno sapere chi gli ha dato informazioni sul suo conto.
Ma la domanda, che – più che semplice curiosità – mostra già apertura nei suoi confronti, esige altro: una risposta che gli dia sicurezza e lo convinca ad abbandonare i suoi preconcetti.
Gesù lo fa con una semplicità che per Nataniele diventa disarmante. Capisce che Gesù di lui sa molto di più di quel che ha detto e se lo fa bastare, non soltanto per il convinto atto di fede che subito pronuncia, ma anche per lasciare tutto e diventare suo discepolo.