L’ESPERIENZA DELLO SPIRITO SANTO NELLA COMUNITA’ LA NUOVA GERUSALEMME.

A cura di Alessandro Palomba  – Comunità LNG Civitavecchia

Voglio premettere che quello che dirò oggi non vuole essere una vera riflessione ma bensì una condivisione con voi di quello che lo Spirito Santo ha suscitato nella nostra Comunità in questi anni.

Parto dunque da una affermazione che è quello che «Dio lo conosciamo solo dopo aver fatto esperienza di Lui»

Partendo da questa premessa posso affermare che l’esperienza dello Spirito Santo nella Nuova Gerusalemme, parte dal credere che la nostra Comunità è stata voluta dallo Spirito Santo, significa credere quindi che è un dono di Dio, un dono di misericordia, dato a noi, in questo tempo per convertirci, per cambiare vita, per testimoniare la presenza dello Spirito Santo in mezzo agli uomini.

Parlare della esperienza dello Spirito Santo nella comunità La Nuova Gerusalemme significa per me credere che la chiamata ricevuta è opera Sua, significa credere che Egli continua la sua opera e che vuole che io mi rinnovi in Lui, e vuole servirsi di me per rendere nuovo il rinnovamento e la chiesa.

Per fare questo lo Spirito Santo, attraverso questa nostra realtà, mi avvicina a Lui facendomi vedere la Sua presenza salvifica attraverso le manifestazioni e i segni carismatici. Questo non significa però ridurre lo Spirito Santo a segni carismatici ma bensì crescere nella Sua conoscenza, nella sua sottomissione e permettere che Lui viva in me e guidi la mia vita affinché possa andare nel mondo e testimoniare la Sua viva presenza senza paura fino alla fine dei tempi.

Questa missione senza l’azione dello Spirito Santo è impossibile. Partendo da questa premessa, mi resta più facile parlare della opera dello Spirito Santo nella Comunità, nella mia vita, nel mondo, nella Chiesa.

Come per ciascuno di noi, la chiamata mi ha raggiunto attraverso altri fratelli già da Lui chiamati a rinnovarsi e ad evangelizzare il mondo e che si sono fatti strumenti di tale opera.

Il cammino nuovo che lo Spirito Santo mi ha donato è la strada che vuole portarmi verso la patria promessa dal Signore e il cui nome questa nostra comunità porta e che lo Spirito Santo ha ispirato.

Carissimi fratelli il cammino per arrivare alla meta della Patria Celeste non sarà semplice e i più anziani, coloro che già provengono da altre esperienze carismatiche, hanno una buona esperienza.

Per aiutarci nel cammino dobbiamo quindi vivere sempre di più la conoscenza, l’amicizia dello Spirito Santo, per fare questo dobbiamo approfondirla e  non rimanere nella sola condizione iniziale della chiamata e nemmeno rimanere spettatore delle Sue opere. Affinché questo avvenga dobbiamo aprire il nostro cuore, crescere ed essere fedele e docile alle Sue ispirazioni per essere un Suo Testimone.

Ora far parte della Comunità La Nuova Gerusalemme significa essere stati scelti dallo Spirito Santo, significa convertirsi, significa aprirsi al dono di grazia, alla novità ed uscire fuori dall’abitudine, del tutto previsto, organizzato, significa dare le chiavi di casa ovvero del cuore allo Spirito Santo.

Far parte della Nuova Gerusalemme significa aprirsi alla misericordia, viverla, scoprirla, significa prepararsi all’incontro con il Signore, significa lavorare per l’eredità che il Signore ha preparato per me e la Comunità con il Suo nome me lo ricorda in continuazione.

Significa abbattere le nostre presunzioni, le nostre convinzioni, il nostro non ascolto degli altri certi di avere solo noi le chiavi della verità.

Lo Spirito ci sta insegnando a vivere non come dei super carismatici ovvero come tante isole ma bensì come un corpo unico. Ripeto nessuno di noi è un super carismatico e nessuno di noi ha la verità assoluta e se qualcuno si sente così è bene che lo tolga dal suo cuore e lo doni a Dio per purificarlo.

Ora la domanda che ci poniamo è “ma c’era proprio bisogno di creare una Nuova Comunità carismatica?

La risposta a questa nostra domanda la troveremo nel tempo per ora vediamo che la Comunità è stata voluta dall’Eterno Padre affinché tutti uscissimo dalla routine spirituale dove ci eravamo relegati.

Gli anziani del cammino ricordano il periodo della conversione all’esperienza carismatica, ricordano come l’esperienza dello Spirito era forte e come la preghiera ci abbia aiutato ad aumentare in noi  una identità carismatica.

Cari fratelli lo Spirito in questo nostro breve periodo ci ha insegnato l’esigenza di fare sempre una profonda verifica del nostro cammino e questa deve effettuarsi con un profondo confronto con gli altri fratelli che condividono il cammino intrapreso, anche con i sacerdoti che sono il dono prezioso che lo Spirito Santo ci ha posti davanti.

Il cammino iniziato ci ha sta invitando anche a fare un profondo discernimento personale e comunitario partendo dalla constatazione che nulla è scontato e che invece dobbiamo vagliare, verificare (discernere), ma soprattutto pregare, in comunione con gli altri fratelli, per ogni situazione che ci viene posta davanti.

Dobbiamo in poche parole vivere una grande comunione spirituale con gli altri fratelli, se non lo facciamo per qualsiasi motivo, chiediamoci perdono riprendendo il cammino insieme nella verità; per fare questo ci dobbiamo identificare sempre di più in Dio e nella Sua Misericordia nella comunità che Dio ci ha posto davanti, dobbiamo amarla ma soprattutto farla crescere tutti insieme.

Cari fratelli in questi anni lo Spirito Santo ci ha invitato sempre più a identificarci nella specificità e fisionomia della preghiera carismatica che viviamo nella Nuova Gerusalemme, questo ha permesso di vedere esplodere molti doni che ci sono stati donati e mediante i quali cerchiamo di vivere una vita spirituale non più appiattita o ripiegata su stessa ma bensì tesa a vedere crescere in noi una vita nuova e soprattutto differente da quella che abbiamo abbandonato.

Lo Spirito ci sta facendo vivere sempre di più l’esperienza di appartenergli e appartenere a Cristo e alla Chiesa da lui fondata, di cui la nostra comunità è parte.

La sua azione nella nostra vita ci ha insegnato a creare fra noi relazioni sempre più fraterne oltre che una capacità di comunicare e trasmette l’amore che Dio ha messo nei nostri cuori tramite lo Spirito Santo. «La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato» (Rm 5,5).

La chiamata alla Comunità La Nuova Gerusalemme è pertanto una chiamata forte, la quale richiede ogni giorno una risposta radicale, ma anche libera, che stravolge tutta nostra vita spirituale e umana.

Lo Spirito Santo ci sta insegnando che il sentirsi parte integrante alla comunità è demandata, in primis, all’assiduità alla vita comunitaria nella quale mettiamo a disposizione dei fratelli i doni, i carismi e l’amore che Dio ha donato, perché tutti abbiamo qualcosa da dare al fratello.

Ci vuole far vivere l’esperienza di una nuova Pentecoste, ovvero cercare di  vivere un cammino legato allo Spirito Santo che ci deve portare ad avere cambiamenti sia nel nostro cuore, sia del nostro modo di essere.

I cambiamenti, legati all’esperienza dello Spirito Santo,  li ho, solo se vivo un intimo rapporto con Lui attraverso la preghiera personale e la vita comunitaria che è il primo frutto della Pentecoste: – la preghiera.

Fratelli amati da Dio mi sento di dire che la nostra comunità è un dono dello Spirito Santo dove Egli  vuole farci vivere sempre di più quella profonda comunione fra tutti noi e Dio e dove vuole insegnarci che non possiamo più vivere secondo la nostra idea umana ma dobbiamo vivere guardando con gli occhi della fede, della comunione e dell’amore.

Per fare questo dobbiamo chiedere continuamente allo Spirito Santo di liberarci da una vita interiore caotica e chiedergli di unirci sempre di più a Dio rendendoci adoratori in Spirito e Verità così come ci ha chiesto fin dall’inizio del nostro cammino.

Il vero carismatico nella Nuova Gerusalemme non mette poi in bella vetrina i carismi che Dio gli ha donato e quindi mettendosi al di sopra di tutti ma al contrario li pone al servizio.

A tal riguardo rammento a me stesso che San Paolo, tentando di dare una gerarchia ai carismi, mette al primo posto gli apostoli, poi i profeti e i maestri rispetto al carisma dei miracoli (cf 1 Cor 12, 27).

Noi contrariamente all’apostolo invece per anni abbiamo definito carismatico il fratello solamente quando operava la guarigione, la  liberazione o la conoscenza, mentre non  consideravamo carismatici quanti fratelli invece che si sono posti  al servizio dell’apostolato, delle missioni o quando sistemavano la sala della preghiera o facevano il servizio d’ordine ai ritiri e convegni.

Permettetemi di dire che nella Comunità La Nuova Gerusalemme invece questa scala di valori è stata capovolta in quanto tutti siamo chiamati ad essere apostoli e anzi ci dobbiamo impegnare ad evangelizzare, a toglierci le paure di dire Dio ti ama  vieni anche tu a conoscerlo e a seguirlo.

Termino questa mia condivisione rappresentando a me stesso e poi a tutti voi fratelli che la vera esperienza dello Spirito Santo nella nostra Comunità deve essere quella dell’amicizia e dell’amore che si manifesta solamente quando mi sottometto, ogni secondo della giornata, all’azione dello Spirito Santo riconoscendo sulla mia vita la regalità di Cristo.

Amen Alleluia