«Osservavano per vedere se guariva in giorno di sabato».

Lunedì XXIII Settimana del Tempo Ordinario

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 6,6-11) 

Un sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo.

Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!». Si alzò e si mise in mezzo. Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?». E guardandoli tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!». Egli lo fece e la sua mano fu guarita.
Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.

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Nella loro reazione gli scribi e i farisei non accennano alla salute recuperata dall’uomo ma, pieni rabbia, cercano il modo per eliminare Gesù.

La società occidentale di oggi vive un grave periodo di decadenza. Da una parte un relativismo impressionante che sul piano religioso sfocia nel sincretismo; dall’altra parte un abbandono in massa della pratica religiosa e una burocrazia asfissiante che soffoca lo slancio di partecipazione. In entrambi i casi chi perde è l’uomo.

Noi lottiamo dentro noi stessi vinti dalla decadenza della nostra persona! Il problema è di rimanere figli di Dio e di rimanere posseduti dal suo amore. Il problema è di mantenere la luce di Dio dentro i nostri cuori, di mantenerci nell’amore che ci ha spinto a dire sì. E ci si mantiene soltanto facendo la verità dentro di noi, la quale si fa prima di tutto con le ginocchia! L’uomo ha bisogno di stare in ginocchio, di fare silenzio, di penetrare nella Sapienza di Dio, di entrare nella pienezza della luce.

Fate quel che volete, ma ci sono delle leggi che se non sono osservate si salta per aria! Nessuno si difenda dicendo: «Non ne ho colpa io». Se hai lasciato la sapienza e sei entrato nella vanità, allora sei responsabile tu! L’irresponsabilità porta all’incoerenza, alla superficialità, al lasciarsi andare, all’essere tutta pancia e poca testa, al non vivere ciò che si deve vivere!