«Ecco lo sposo! Andategli incontro!»

31 Agosto Venerdì XXI Settimana del Tempo Ordinario

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 25,1-13)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:

«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.

A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.

Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.

Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

Lo sposalizio si celebrava di notte, tutti avevano lampade o torce. L’ora di arrivo dello sposo non era fissata e l’attesa poteva essere lunga: bisognava essere prudenti, portando olio da lampada in abbondanza. Chi arrivava in ritardo doveva restare fuori. Il Signore si rivela come e quando vuole, ma sempre nel momento giusto per me. Io devo essere pronto. Ma come posso essere pronto se non aspetto chi amo? Il problema, allora, è di aspettare intensamente colui che si ama. E quando tu ami il Signore, senti il peccato e allora non vuoi rimanere nel peccato: senti il bisogno di riconciliarti.                                                                                                                                                                Un desiderio, quindi, di purezza, di chiarezza, di limpidità. Il desiderio fa uscire da noi stessi, ci fa cercare colui che riempie il nostro vuoto, ci fa uscire dalla normalità che deprime. Il mio desiderio più grande è lasciarmi compenetrare dal Signore? – Amen