«Erode mandò a decapitare Giovanni e i suoi discepoli andarono a informare Gesù».

Sabato XVII Settimana del Tempo Ordinario San Giovanni Maria Vianney

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 12,1-2)

In quel tempo al tetrarca Erode giunse notizia della fama di Gesù. Egli disse ai suoi cortigiani: «Costui è Giovanni il Battista. È risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi!».
Erode infatti aveva arrestato Giovanni e lo aveva fatto incatenare e gettare in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo. Giovanni infatti gli diceva: «Non ti è lecito tenerla con te!». Erode, benché volesse farlo morire, ebbe paura della folla perché lo considerava un profeta.
Quando fu il compleanno di Erode, la figlia di Erodìade danzò in pubblico e piacque tanto a Erode che egli le promise con giuramento di darle quello che avesse chiesto. Ella, istigata da sua madre, disse: «Dammi qui, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista».
Il re si rattristò, ma a motivo del giuramento e dei commensali ordinò che le venisse data e mandò a decapitare Giovanni nella prigione. La sua testa venne portata su un vassoio, fu data alla fanciulla e lei la portò a sua madre.
I suoi discepoli si presentarono a prendere il cadavere, lo seppellirono e andarono a informare Gesù.
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
Chi ha ucciso Giovanni Battista? Salomè che ha chiesto la testa? Erodiade, sua madre, che le ha imposto di chiederla? Erode Antipa, che ha dato l’ordine di tagliare la sua testa?  I maggiori responsabili dell’esecuzione di Giovanni Battista sono stati i commensali, gli invitati che mangiavano con lui, alla sua stessa tavola. Se avessero voluto, avrebbero salvato Giovanni; sono stati però tutti zitti e Giovanni è stato decapitato. Se anche uno solo si fosse opposto! Per opporsi, bisogna sentire la morte dell’altro in se stessi, bisogna sentire la fame nello stomaco dell’affamato, la solitudine nella solitudine di chi è disperato.
Ogni giusto su questa terra, quando viene condannato, immediatamente risveglia quella giustizia per cui lui è stato condannato e libera anche me! Il giusto mi è di rimprovero, lui muore a causa anche del mio peccato, ma mentre lui muore mi apre a questa realtà nella giustizia infinita e io sono fatto per quella giustizia.
Allora è importante sognare sentieri di pace e di giustizia e buttare via tutte le paranoie che pervadono l’uomo. – Amen