«Dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore».

Venerdì XI Settimana del Tempo Ordinario

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 6,19-23)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassìnano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassìnano e non rubano. Perché, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.
La lampada del corpo è l’occhio; perciò, se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!».

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Non accumulate tesori su questa terra, ma la gente ti dice: «Tu sei matto!». Entra tutta la sapienza umana e la prudenza umana: «E se dopo ti manca quello? E se poi ti viene meno quello?». Pensate che san Giuseppe Cottolengo la sera, quando rimanevano soldi nel cassetto, si metteva alla finestra e aspettava che un povero passasse: tutto quello che rimaneva nel cassetto glielo dava, non doveva  rimanere niente. Che razza di fede!
Qual è in questo momento il tuo tesoro? Che posto occupa Cristo nella tua vita? Quando il tuo tesoro è tutt’altro che Cristo, i compromessi, anche quelli più vergognosi, sono possibili!
Gesù ci mette in guardia dal pericolo delle ricchezze. Sono beni effimeri che ci possono essere rubati da un momento all’altro. Non costituiscono la vera felicità dell’uomo che è altrove, nella umile obbedienza alla volontà del Signore. Non le porteremo con noi…  Ci invita a procurarci quei tesori di grazia che nessuno potrà mai rubarci, se nel nostro cuore ci sono sincerità e rettitudine.     E’ dal cuore che escono fuori tutti i cattivi pensieri e indegne intenzioni. La limpidezza dello sguardo denota anche la rettitudine delle intenzioni.
Quando entra dentro di noi il peccato, lo sguardo si fa oscuro, torbido… Suona dentro di noi come un campanello di allarme che ci mette in guardia contro deviazioni e ingiustizie. Quante volte i nostri pensieri, le nostre intenzioni, le nostre azioni… sono contro la verità, benché avvolti da un manto di perbenismo. Ci liberi il Signore da tante doppiezze; ci doni la forza della sincerità del “sì, sì” e del “no, no”! – Amen