«Non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento».

Mercoledì X Settimana de tempo Ordinario S. Antonio di Padova

Dal Vangelo secondo Matteo Mt 5,17-19

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.
In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

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Per gli scribi la conoscenza letterale della legge era più importante della sua osservanza, la nuova legge che ci da Gesù non si ferma all’atto esterno ma va diretta alla radice: egli non cancella la legge ma la perfeziona, le da una forma nuova definitiva, la porta alla pienezza. Le da quello che manca e toglie ciò che era imperfetto, dando la perfezione della giustizia. Per esempio al più grande comandamento unisce l’amore al prossimo: amerai il prossimo tuo come te stesso.
«Pieno compimento alla legge è l’amore» scrive S. Paolo. Nella misura in cui ami, cresci nell’amore, nella libertà, diventi te stesso e strappi la maschera che portavi. Nella misura in cui ami smetti di lasciarti dominare dall’invidia , dalla gelosia, dal rancore, dalla vendetta, ma finalmente gioisci con chi è nella gioia, soffri con chi soffre. Nella misura in cui ami, diventi condivisione e smetti di fare l’ipocrita facendo finta di non vedere il povero che invoca. Che voglia di un mondo nuovo! Ci stai anche tu! – Amen