«Nessuno potrà togliervi la vostra gioia».

Venerdì VI Settimana di Pasqua
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 16,20-23)
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia.
La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia. Quel giorno non mi domanderete più nulla».
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
Come una madre che è nelle doglie delle parto soffre angosciosamente, così gli apostoli soffriranno durante la passione e morte di Gesù; ma come la sofferenza della madre si trasforma in gioia esplosiva per la nascita del figlio, così la sofferenza degli apostoli si trasforma in gioia senza fine della risurrezione di Cristo. Questo duplice stato d’animo dei suoi intimi non riguarda solo il momento della passione, morte e risurrezione storicamente avvenuta, ma è un modo di essere cristiano in ogni vocazione in cui si trova a vivere.
Quando arriva la crocifissione l’anima nostra si turba. Dobbiamo chiedere al Padre che cambi programma? No; come Gesù dobbiamo dire: «Per questo sono giunto a quest’ora». Ciò si ripete sempre, tutte le volte che per seguire la nostra vocazione dobbiamo soffrire e morire! Poi subito dopo c’è la risurrezione! Il tuo essere si rivolta di fronte alle sofferenze che la fedeltà comporta, ma in Gesù vinci dicendo: «Per quest’ora sono venuto».-Amen