«Chi accoglie colui che manderò, accoglie me».

Giovedì IV Settimana di Pasqua

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 13,16-20)

[Dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli, Gesù] disse loro: «In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica. Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma deve compiersi la Scrittura: Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno. Ve lo dico fin d’ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io sono. In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato».

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

«Chi  accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato»: se tu vuoi accogliere il Signore ti tocca andare a trovarlo nell’ultimo. La condivisione non è altro che accogliere Gesù del tutto, accogliere Gesù là dove è.
Il servizio è una cosa stupenda,  però il servizio ti chiede una prestazione, e tu rimani come prima. E’ la condivisione che converte! Mettendo la nostra vita insieme al quella egli ultimi, costoro vengono riunificati nel corpo della Chiesa. Attraverso la condivisione si ricuce il corpo di Cristo che altrimenti è straziato.
Nelle attività caritative si danno molte cose ai poveri. Ma se coloro che distribuiscono  viveri vestiti, ecc. non vivono come membra ti Cristo con i poveri, membra sofferenti di Cristo, sono solo distributori freddi. La debolezza della Chiesa si palesa nei suoi figli che fanno gli impiegati dei poveri e non gli innamorati di Cristo.
Allora essi appaiono come dei potenti che hanno cose da dare ai poveri e non Cristo che salva, guarisce e rimuove l’ingiustizia. – Amen