«Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro».

Sabato II Settimana di Avvento

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 17, 10-13)

Mentre scendevano dal monte, i discepoli domandarono a Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?».
Ed egli rispose: «Sì, verrà Elìa e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elìa è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro».
Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.

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Una massa di gente accorreva per ascoltare Giovanni: la sua predicazione faceva aprire il cuore a Dio che chiamava a penitenza (cambiamento di mentalità e modo di vivere).
L’Avvento, ci immerge nell’attenzione a Cristo che viene, e ci chiede delle condizioni per essere accolto da noi. E’ il periodo particolare della conversione a Cristo Signore. La conversione è il momento in cui con lucidità tu prendi coscienza di Dio, e dici il tuo SI a lui, chiaro, cosciente, preciso.  
La conversione è l’irruzione di Dio nella nostra anima, è la presa di coscienza di lui che è prima di ogni cosa, e di riflesso è la presa di coscienza di tutta la vanità umana assunta come dio nella nostra vita. E quindi la conseguenza della conversione è il dolore, il dispiacere di non aver amato Dio prima di tutto – Amen