«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro».

Mercoledì II Settimana del Tempo di Avvento

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11, 28-30)

In quel tempo, Gesù disse: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

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Guardiamo qual è il gioco del mondo e il gioco di Cristo. Quanti ne mette il mondo! Devi sempre far figura copiare l’altro, devi essere sempre nel riquadro dello standard che fa successo, devi tenere sempre i capelli in quel modo. C’è il giogo di sentirsi da meno degli altri e perciò bisogna fare figura. Quanti gioghi! Ma tu chi sei? Se vai in profondità senti chi sei: vuoi essere amore, vuoi essere giustizia, vuoi essere verità, semplicità, trasparenza, vuoi essere riflesso dello sguardo di Dio che si manifesta in te e si manifesta nei fratelli.
Cristo dice:  «Il mio giogo è questo: L’amore!». Infatti il giogo di Cristo libera, perché mette quella potenza d’amore che crea la relazione, crea la vita. L’amore crea la vita intorno a se  perciò non vai verso l’altro per prendere la vita. L’altro non è mai uno strumento, ma è sempre un destinatario d’amore e quanto meno amore ha, tanto più ne riversi dentro di lui, per cui per natura tua vai verso colui che non è amato da nessuno. Il povero  ti libera dalla chiusura in te stesso, dal giogo del mondo. Il povero ti rende aperto all’amore, fa sbocciare l’infinito d’amore che è dentro al tuo cuore.
Carissimi chi crede in Dio sa che ha un compito da svolgere nella Comunità e nella società in cui vive: quello di rendere migliore l’angolo di mondo che occupa, e lo realizza anche con sacrificio personale. Forse anche a te oggi, Gesù ti chiede un po’ di misericordia. Oppure di alleggerire a qualcuno quel peso dolce e carico leggero. –  Amen