«Chiunque la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre».

Martedì XXXIII Settimana del Tempo Odinario

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 12,46-50)

In quel tempo, mentre Gesù parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli.
Qualcuno gli disse: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti».
Ed egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?».
Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre».

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Gesù venendo in mezzo a noi sceglie come condizione di vita quella di coloro che sono oppressi dalle conseguenze di un modo di organizzare il mondo estraneo a Dio. Scelta questa condizione di vita, ha cercato di sanare ogni dolore che incontrava. E’ passato facendo del bene e sanando quanti erano oppressi dal demonio. In questa condizione di condivisione  è andato a salvare e rimettere in Dio i peccatori, i ricchi o poveri che fossero. «Sono venuto a salvare ciò che era perduto». Gesù ha salvato l’uomo mettendosi all’interno della sua situazione e non all’esterno, diventando maledetto con i maledetti, disprezzato coi disprezzati, emarginato con gli emarginati. Il modo di essere di Gesù veniva ad intaccare le scritture sociali esistenti, strutture di peccato che vanno eliminate.
Calandoci nella situazione degli ultimi, noi ricostruiamo la pace, perché ci liberiamo delle condizioni che ci  portano al mormorio al giudizio, alla gelosia. Il Signore ci chiede di espiare i nostri peccati convertendoci, ci chiede di liberare il nostro cuore da ogni forma di schiavitù terrena. Amen