«Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno».

Domenica XIX Settimana del Tempo Ordinario

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 22, 15-21)

In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiàni, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

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Si rimane male vedendo come hanno il cuore malato i sacerdoti dell’antica alleanza, fino al punto da cercare ad ogni costo il pretesto per processare Gesù, condannarlo e ucciderlo. Il loro cuore è perverso, si chiude alla verità, i sentimenti negativi prendono posto di quelli positivi, la gelosia, l’invidia (guardare con occhio cattivo) spingono ad atti insani, per cui la debolezza umana cede all’iniquità.
Se ti lasci dominare da gelosie e invidie terribili, esse soffocano il tuo spirito e lo rendono così meschino, gretto, da renderti insopportabile la vita. Vorrei che i tuoi sentimenti fossero sempre sentimenti positivi, costruttivi, creativi, portatori di gioia, di pace.
Quando tu hai questi sentimenti positivi verso i tuoi fratelli sei veramente l’immagine di Dio, perché lo dimostri in concreto e non sporchi l’immagine del tuo fratello.
Invochiamo lo Spirito Santo e ringraziamolo per tutti i cuori umani pieni di grazie e verità e che illumini i nostri passi nella Comunità per continuare ad essere veri testimoni di dell’amore di Dio. Amen.