«Stolti!».

Martedì XXVIII Settimana del Tempo Ordinario

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 11, 37-41)

In quel tempo, mentre Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo.
Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro».

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Al fariseo Gesù risponde distinguendo tra la pulizia interiore del cuore e quella esteriore. Il lavoro interiore consiste molto semplicemente nell’affrontare direttamente, sotto la luce dello Spirito e la guida del direttore spirituale, quello che é il dominio del male dentro di noi, per liberare la potenza di Dio nei nostri cuore. La vita della Trinità di Dio in te, la comunione profonda con Dio conoscono nella misura in cui tu lavori interiormente, in modo che qualcosa muoia e qualcosa nasca. Potremmo paragonare una persona che non lavora interiormente ad un campo che non è dissodato, non e vangato. Il seme gettato non può crescere.
Il lavoro interiore è come la vangatura: è l’erpice che porta via, l’aratro che sfonda e rende possibile allo Spirito di operare in noi. Invochiamo lo Spirito Santo che è amore-persona della Santa Trinità, perché ci metta in questa posizione interiore.