«Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me».

Venerdì XXI Settimana del Tempo Ordinario

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 10, 13-16)

In quel tempo, Gesù disse:
«Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, nel giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi.
E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai!
Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me, disprezza colui che mi ha mandato».

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Quanto tempo perso lamentarsi, nel dire male degli altri o nel giustificarsi non cambia la vita.
Come è vero che la vita non è un insieme di ragionamenti, ma è soltanto un capovolgimento nel Cristo Signore.
Un cristianesimo che non incide nella storia e nella vita è inutile e non possiamo fare del cristianesimo un sospiro dell’anima, ma un capovolgimento, come il Signore ci chiede, di vita concreta. Non possiamo vivere da umani e appiccicarci sopra un qualcosa di cristiano, è stolto!

I cristiani devono prendere atto che il cristianesimo è una novità di esistenza su questa terra, è una nuova civiltà, è un nuovo modo di esistere: non lasciatevi appiattire dai compromessi, nelle difese del vostro io, nel nascondervi dietro una facciata di giustificazioni di ciò che non vale.
Noi non cambieremo il mondo nel suo male, però dentro di noi ci cambieremo non lasciandoci possedere dal male. Non pretendiamo di cambiare il mondo, ma pretendiamo di cambiare noi stessi nel mondo.