«Tutto è stato dato a me dal Padre mio».

Mercoledì XXVI Settimana del Tempo Ordinario

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11, 25-30)

In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

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Gesù è andato da tutti, ma ad un certo punto, guardandosi attorno, ha visto che aveva tutta povera gente, quelli che chiamavano “cani della terra”: peccatori, prostitute. Eppure alza il suo sguardo e dice:  «Ti benedico, o Padre, perché hai nascosto queste cose ai sapienti, agli intelligenti e le ha rivelate ai piccoli».
Tu, Gesù, hai scelto queste creature proprio perché tu la buona notizia l’hai portata a tutti, ma hai scelto loro perché sono rimasti, essendo andati via via tutti i ricchi e i sapienti di questo mondo.
Tu non hai detto: «Ecco ho finito tutto», ma li hai eletti, perché li avevi chiamati tutti. Il Signore lo dice: «Molti sono i chiamati, pochi gli eletti». Sono molti i chiamati, ma poi si scontrano con la loro superbia, e con il Signore rimangono sempre i poveracci ed Egli li rende eletti. Ma sono pochi:  piccoli, i poveri, i semplici!
Facciamoci evangelizzare dai poveri, accettiamoli come nostri maestri: attraverso loro il Signore ci libera!