«…i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore».

Domenica XVIII Settimana del Tempo Ordinario

Trasfigurazione di Gesù

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 17,1-99 (Anno A)

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».
All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

Un giorno il Signore prese con se Pietro, Giacomo e Giovanni e salì un monte alto, e lì sul monte si mise a pregare. Mentre pregava il suo volto si trasfigurò, cioè venne fuori quello che c’era dentro di lui e che normalmente non si vedeva: la sua divinità. Poi apparvero vicino a lui Mosè ed Elia: un mistero, un fatto grandioso!
Mentre noi preghiamo avviene la trasfigurazione sempre, e riusciamo a vedere meglio dentro di noi. Perché? – Il Signore ci aiuta a vedere in noi quello che vede lui, non solo, ma anche gli altri si trasfigurano dentro di noi: quello che noi vediamo nella preghiera negli altri, è quello che vede il Signore.
Gradualmente nella preghiera avviene questo passaggio della luce; Alla tua luce, Signore, vediamo la luce». (sal. 35,10), cioè vediamo con gli occhi di Dio, sentiamo con i suoi sentimenti. Nella preghiera diventiamo veramente noi stessi e gli altri vengono fuori secondo la grandezza che hanno.
Per noi la Comunità è una bella scuola di preghiera, continuiamo e lasciamoci istruire dall’amore dello Spirito Santo per essere pronti ad ogni chiamata del Signore.

.