Parola del giorno: «…..perchè chiunque crede in lui non vada perduto».

Domenica:     Solennità della SS.ma Trinità

Dal vangelo secondo Giovanni  (Gv 3, 16-18)

«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».

Commento di  Suor Doriana
Il Mistero della Trinità Ss.ma che la liturgia di questa domenica fa emergere parte da un aspetto particolare: il Nome. Il nome dice la realtà valoriale della persona, nella cultura ebraica, e nello stesso tempo la sua peculiare missione nella storia.
Quale è il nome del Figlio di Dio? È il volto umano della misericordia del Dio fedele, ricco di misericordia, fedeltà e amore: Gesù Cristo.
Riconoscere e accogliere Dio come si mostra e agisce in Gesù Cristo significa riconoscere la realtà della persona umana: popolo dalla dura cervice bisognoso di perdono ma che per l’azione divina può trasformarsi in eredità di Dio, cioè suoi figli. La conoscenza di chi è Dio e di chi siamo noi è l’ambiente vitale adatto perché Dio possa agire e renderci partecipi della sua stessa comunione relazionale.