Accoglienza

     Quando parliamo di accoglienza non ci riferiamo esclusivamente al benvenuto che diamo ai fratelli e sorelle all’inizio dell’incontro di preghiera, ma alla disponibilità a far entrare nel nostro cuore i fratelli come ha fatto Maria.
Maria non ha incarnato Gesù soltanto nella gravidanza, ma nel profondo del cuore, ha accolto il suo pensiero, il suo modo di vedere la vita, ha dilatato il cuore permettendo ad ognuno di noi di trovare posto.
Sì Maria è l’esempio di accoglienza a cui dobbiamo riferirci quando andiamo incontro ai fratelli, senza paura di donargli il cuore e senza paura di prenderci per mano.
Spesso siamo in difficoltà a prendere la mano di chi conosciamo figuriamoci di chi non conosciamo, temiamo sempre il giudizio degli altri, non ci sentiamo accolti e di rimando non accogliamo.
Anche quando ci scambiamo il segno di pace durante la Messa stiamo accogliendo il fratello, stiamo aprendo il cuore al fratello, anche se non lo conosciamo le parole che diremo e l’atteggiamento del corpo che avremo saranno accoglienti, non una stretta di mano così tanto perché si deve fare, veloce e sfuggente. Ma che atteggiamento fisico dobbiamo avere per accogliere? 
Lo stesso che vorremmo avere noi, lo stesso che ci fa sentire accolti: facciamo ai fratelli ciò che vorremmo fosse fatto a noi! 
Sorrisi, parole gentili, sguardo sereno, ma soprattutto un cuore aperto perché i cuori si parlano anche senza parole e si leggono a vicenda, così che chi è accolto percepisce il cuore di chi accoglie, come chi accoglie percepisce il cuore di chi è accolto. Quanti esempi di accoglienza e di non accoglienza ha ognuno di noi, facciamone memoria e chiediamo al Signore di guarire le nostre paure di essere rifiutati o derisi e di porci sempre in modo vero davanti al fratello, via le ipocrisie ed i falsi sorrisi, dobbiamo essere veri, dobbiamo ESSERE.