Parola del giorno «Perché questa generazione chiede un segno?».

Lunedì – VI settimana del Tempo Ordinario

Quanta tristezza ispira questo brano. Non c’è atteggiamento peggiore che porsi davanti all’altro con l’unico scopo di discutere per accusarlo. L’altro, in questo caso, Gesù il Signore è  negato nella sua realtà, nella sua identità relazionale perché fatto rientrare negli angusti spazi dei pregiudizi. Quante volte anche noi agiamo così? Quanto poco siamo in grado di metterci di fronte all’altro con atteggiamento di stupore, di accoglienza, di amore. Il nostro io gretto, chiuso ci impedisce di andare oltre e pretendiamo segni che diano conferma alle nostre aspettative. Ci priviamo così della ricchezza spirituale di chi ci viene donato. E non illudiamoci se non sappiamo accogliere quanti il Signore ci pone sul nostro cammino è impossibile riconoscere ed accogliere il Signore. Non siamo chiamati a mettere alla prova ma a donarci reciprocamente la ricchezza spirituale di cui ognuno di noi è stato ricolmato dalla grazia dello Spirito Santo.

Dal Vangelo secondo Marco  (Mc 8, 11-13)  

In quel tempo, vennero i farisei e incominciarono a discutere con Gesù, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova. Ma egli, traendo un profondo sospiro, disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità vi dico: non sarà dato alcun segno a questa generazione».
E lasciatili, risalì sulla barca e si avviò all’altra sponda. 

Commento di Suor Doriana