Parola del giorno: “E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi”

Lunedì – 2a settimana del Tempo Ordinario

Ci sono alcuni comportamenti che appaiono incomprensibili se non ad uno sguardo della fede. Per il discepolo di Gesù ogni aspetto della vita è vissuto alla presenza e alla luce della Sua Parola. Tutto in lui e nulla al di fuori di lui. Chi non è di Cristo non può comprendere anzi spesso deride o rifiuta. Ciò non vale solo per chi vive senza Cristo Gesù ma spesso anche coloro che fanno parte della stessa Chiesa cattolica ma vivono senza una mentalità evangelica e senza una fede autentica nel Signore Gesù. Essere di Cristo, appartenere a lui comporta una radicalità esistenziale che cambia totalmente la prospettiva della vita. Non solo o non tanto ciò che si fa ma il perché e il modo per cui si opera. Essere cristiani non è una facciata di religiosità ma lasciare che tutta la propria esperienza umana sia vissuta in lui come senso profondo del nostro essere e operare. Ecco perché Gesù si definisce sposo!

Dal Vangelo secondo Marco  (Mc 2,18-22)

In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno.
Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!».

Commento di  Suor Doriana