Parola del giorno: “Veniva nel mondo la luce vera”

Giovedì – 7° giorno fra l’ottava di Natale –  San Silvestro

In questo ultimo giorno dell’anno ci viene donata la sintesi di tutta la storia della salvezza. Con le profondità del cuore siamo coinvolti dentro un volo vertiginoso che ci fa contemplare dalla prospettiva di Dio il senso del nostro essere e del nostro esserci. Dio potenza creatrice, sorgente dell’Amore, immensità senza limiti ha fatto per noi l’impossibile: si è fatto carne, si è fatto uno di noi, ha dato la sua vita per noi. E tutto ciò per “dare il potere di diventare figli di Dio a quanti lo accolgono”. Se in questo ultimo giorno dell’anno ci soffermiamo a lasciare risuonare questa parola nei nostri cuori, quanto scopriremo superfluo, quanto importante per l’unico obiettivo che veramente rende la nostra vita preziosa: abbiamo esercitato il potere di diventare figli di Dio? Un potere che possiamo esercitare solo con la preghiera per la luce e la potenza dello Spirito Santo e che consiste nell’accogliere pienamente la persona e la parola di Gesù, dono del Padre a noi. Siamo diventati in questo 2016 più cristiani, più simili a Gesù? Abbiamo vissuto da figli di Dio pienamente abbandonati alla sua volontà, nella certezza che nulla di quanto ha permesso o voluto nella nostra vita è stato per un progetto di salvezza? Solo con il peccato ci allontaniamo dal Suo Amore nel quale nulla è perduto ma tutto trasformato. Buon 2017 sotto la protezione della Gran Madre di Dio, nostra madre.

Dal Vangelo secondo Giovanni    (Gv 1,1-18)

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue né da volere di carne
né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato.

Commento di Suor Doriana

 

 

 

Parola del giorno: “Egli si alzò, nella notte”

Venerdì – Santa  Famiglia di  Gesù, Maria e Giuseppe   “A”

Ci sono situazioni nella vita, sia umanamente che spiritualmente, richiedenti azioni drastiche: la fuga. Siate semplici come colombi e prudenti come serpenti dirà Gesù un giorno. In questa festa della Sacra Famiglia di Nazareth siamo invitati a prendere consapevolezza che la famiglia è custodita nella misura in cui ci si abbandona all’azione provvidente di Dio e alle scelte guidate dalla prudenza. Oggi più che mai la famiglia è perseguitata, minacciata, la vita in ogni sua forma tentata di distruzione da minacce interne ed esterne. La presenza di San Giuseppe possa custodirle e guidarle ogni giorno sulla via della salvezza e della vera libertà.

Dal Vangelo secondo Matteo (: Mt 2,13-15.19-23)

I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».
Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode,  perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall’Egitto ho chiamato mio figlio».
Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino».
Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele.

Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».

Commento di Suor Doriana

Parola del giorno: “Mosso dallo Spirito, si recò al tempio”

Giovedì – 5° giorno nell’ottava di Natale

“Anche a te una spada trafiggera’ l’anima”, sono le parole che oggi sono rivolte a Maria madre di Gesù. Maria non è esentata dal faticoso pellegrinaggio della fede. Anche a lei non è risparmiato il cammino di purificazione che porterà il suo cuore di donna e di madre ad accogliere quel Figlio generato nella carne in modo sempre nuovo come suo Dio e Signore. A lasciare che il suo cuore di carne si aprisse alle esigenze dello Spirito per amare della stessa carità di Cristo Gesù fino a condividerne pienamente la missione ai piedi della Croce. Diventando madre spiritualmente di tutta l’umanità!

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2,22-35)

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui.
Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.
Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
Commento di Suor Doriana

Parola del giorno: “Alzati, prendi con te il bambino e sua madre”

Mercoledì – Santi Innocenti Martiri

 Il Vangelo di oggi ci pone di fronte ad un dramma davanti al quale si rimane sconcertati. Perché Dio che sapeva e che salva Gesù ha permesso che tutti gli altri bambini fossero uccisi? Perché se Dio è buono non ha fatto morire Erode e non i bambini? Sono domande che si fanno attuali quando ci troviamo davanti a situazioni di male e di cattiveria, che inevitabilmente si ripetono. Perché Dio permette? È veramente un Dio buono? Esiste veramente? Alla luce del Natale la nostra fede è vagliata. Quale conoscenza abbiamo di Dio? Come pretendiamo che Dio sia e agisca? La Chiesa ci fa fare festa per questi martiri ed è la chiave di lettura che ci viene donata. Nessun sangue versato, nessuna umiliazione è indifferente a Dio ma tutto in lui acquista senso. C’è una dimensione a cui Dio non si sottrae ed è il dono della nostra libertà, fatto ad ogni persona. È la libertà dell’uomo a generare o morte o vita. Il dramma più grande non è essere dalla parte della vittima ma del male perché in questo modo ci si sottrae alla vita vera in questa vita e per l’eternità. Dio è amore e l’amore non distrugge niente e nessuno.

Dal Vangelo secondo Matteo  (Mt 2,13-18)

I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».
Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
«Dall’Egitto ho chiamato mio figlio».
Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi.
Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremìa:
«Un grido è stato udito in Rama,
un pianto e un lamento grande:
Rachele piange i suoi figli
e non vuole essere consolata,
perché non sono più».
Suor Doriana

Parola del giorno: “e vide e credette”

Martedì – San Giovanni Apostolo e Evangelista

Il primo giorno della settimana, è il primo tra i discepoli che credette nel risorto senza averlo visto. Che cosa vide di così importante che lo ‘costrinse’ a credere? Non certo il corpo di Gesù e neppure il suo volto, che – di sicuro – teneva ben stampato, nella sua mente e nel suo cuore, compresi – a seguito delle ultime vicende – i segni della passione e della morte impressi su di esso. Che cosa vide, allora? La stessa cosa che aveva visto Pietro: dei teli posati là ed il sudario piegato in disparte. A credere lo spinsero proprio i teli, non disfatti ma semplicemente afflosciati, come se il corpo se ne fosse uscito lasciandoli integrali, senza neppure srotolarli. La firma di Dio che solo poteva farlo!

 Dal Vangelo secondo Giovanni  (Gv 20,2-8)

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala corse e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.  Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.

Suor Doriana

Parola del giorno: “non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi”

Lunedì – Santo Stefano Primo Martire 

Le parole di oggi, dopo la giornata del Santo Natale, ci aiutano a rimanere nella realtà per non vivere in modo idealistico o emotivo il Natale. Accogliere Cristo Gesù e vivere la fede in Lui è il dono più grande che Dio Padre possa averci fatto ma richiede che lo comprendiamo per non scandalizzarci o rimanere delusi. Non siamo al riparo delle difficoltà e delle prove, anzi ma abbiamo però una certezza siamo assistiti dallo Spirito Santo e con la perseveranza salveremo le nostre anime. Nell’oggi e per sempre rinnoviamo la nostra adesione e fiducia al Signore della vita e della storia.

Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 10,17-22)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani.
Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato».
Suor Doriana

Parola del giorno: “la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta”

NATALE DEL SIGNORE
È così. Ancora oggi è così: la luce splende! Anche se c’è chi mira ad oscurarla, chi acuisce sempre più i propri artigli e qualche volta addirittura sembra pronto a dichiarar la sua vittoria. La luce brilla! E se a qualcuno appare fioca è sempre forte, ed è facile vederla anche dentro un buio grande quanto il mare. La luce splende, ed è certo che, al momento stabilito, fisserà la sua vittoria sopra tutti e sopra tutto. Perché – la parola di Gesù è stata chiara – Mai le tenebre hanno vinto giammai vinceranno! Santa luce del Natale!
Dal Vangelo secondo Giovanni  (Gv 1,1-18)        
In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini;  la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. 
Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me».
Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato.

Carissimi amici e fratelli in Cristo: Buon Natale

Parola del giorno: “Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri”

Sabato – Feria di Avvento

Colmo dello Spirito Santo Zaccaria innalza il suo canto di lode e benedizione a Dio. Un canto perché Dio ha visitato e redento il suo popolo. Il grande dono che Dio ha fatto è suo Figlio, sole che sorge dall’alto. Accogliendo questo dono la nostra vita è nella luce e nella pace. Solo in Cristo Gesù siamo liberi da ogni schiavitù per servire Dio con una vita santa e giusta. Prepariamoci a lasciarci visitare dalla tenerezza e dalla misericordia di Dio. Il nostro cuore sia sgombro da ogni pesantezza e affanno per riconoscere il Dio con noi, ancora oggi nei segni della Parola, del Pane e del Vino, perché come Comunità radunata nel suo Spirito siamo sempre più suo popolo, Chiesa di Dio: “Cristiano diventa quello che sei”.

Dal Vangelo secondo Luca  (Lc 1,67-79)

In quel tempo, Zaccarìa, padre di Giovanni, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo:
«Benedetto il Signore, Dio d’Israele,
perché ha visitato e redento il suo popolo,
e ha suscitato per noi un Salvatore potente
nella casa di Davide, suo servo,
come aveva detto
per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:
salvezza dai nostri nemici,
e dalle mani di quanti ci odiano.
Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri
e si è ricordato della sua santa alleanza,
del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre,
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,
di servirlo senza timore, in santità e giustizia
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,
per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza
nella remissione dei suoi peccati.
Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio,
ci visiterà un sole che sorge dall’alto,
per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre
e nell’ombra di morte,
e dirigere i nostri passi
sulla via della pace».

Suor Doriana

Parola del giorno: “il Signore aveva manifestato in lei la sua misericordia”

Venerdì – Feria di Avvento

Un bambino domina la scena del Vangelo di oggi, un bambino il cui nome in ebraico significa “Dio ha fatto grazia”. La domanda che si diffonde: “che sarà mai questo bambino?” Oggi per noi sia il sentiero luminoso per prepararci ad accogliere l’Emmanuele. Non è possibile celebrare autenticamente il Santo Natale senza preparare il cuore alle meraviglie che Dio fa continuamente precedere alla venuta del Suo Figlio. Non saremmo in grado di riconoscerLo.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,57-66)

In quei giorni, per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.
Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».
Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio.
Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.

Suor Doriana

Parola del giorno: “di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono”

Giovedì – Feria di Avvento

Il tempo di Avvento è un tempo mariano. La presenza di Maria, specie nell’avvicinarsi del Natale è sempre più importante e significativa. Lei è figura, immagine e modello della Chiesa nel suo relazionarsi al Padre, nell’accoglienza del Figlio, nella sua disponibilità all’azione dello Spirito Santo. Il canto del Magnificat la colloca in modo personale e unico dentro la Storia della Salvezza, di cui si sente parte integrante. Il suo sguardo, il suo cuore e tutto il suo essere sono rivolti a Dio. Grandi cose ha fatto Dio in Maria ed ella ancora oggi ci introduce nel suo sguardo teologico perché anche noi possiamo rileggere la nostra vita come luogo benedetto dove Dio si rende presente per continuare anche in noi le grandi opere del suo Amore: il dono della vita di Cristo Gesù per noi.

Dal Vangelo secondo Luca   (Lc 1,46-55)

In quel tempo, Maria disse:

«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua isericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».

Suor Doriana