Parola del giorno: “Alzati, prendi con te il bambino e sua madre”

Mercoledì – Santi Innocenti Martiri

 Il Vangelo di oggi ci pone di fronte ad un dramma davanti al quale si rimane sconcertati. Perché Dio che sapeva e che salva Gesù ha permesso che tutti gli altri bambini fossero uccisi? Perché se Dio è buono non ha fatto morire Erode e non i bambini? Sono domande che si fanno attuali quando ci troviamo davanti a situazioni di male e di cattiveria, che inevitabilmente si ripetono. Perché Dio permette? È veramente un Dio buono? Esiste veramente? Alla luce del Natale la nostra fede è vagliata. Quale conoscenza abbiamo di Dio? Come pretendiamo che Dio sia e agisca? La Chiesa ci fa fare festa per questi martiri ed è la chiave di lettura che ci viene donata. Nessun sangue versato, nessuna umiliazione è indifferente a Dio ma tutto in lui acquista senso. C’è una dimensione a cui Dio non si sottrae ed è il dono della nostra libertà, fatto ad ogni persona. È la libertà dell’uomo a generare o morte o vita. Il dramma più grande non è essere dalla parte della vittima ma del male perché in questo modo ci si sottrae alla vita vera in questa vita e per l’eternità. Dio è amore e l’amore non distrugge niente e nessuno.

Dal Vangelo secondo Matteo  (Mt 2,13-18)

I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».
Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
«Dall’Egitto ho chiamato mio figlio».
Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi.
Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremìa:
«Un grido è stato udito in Rama,
un pianto e un lamento grande:
Rachele piange i suoi figli
e non vuole essere consolata,
perché non sono più».
Suor Doriana