Parola del giorno: “Venite dietro a me”

Mercoledì – SANT’ ANDREA  APOSTOLO

Nella festa di San Andrea apostolo, abbiamo un brano di Vangelo che ci narra di Gesù che mentre passa, vede e chiama a seguirlo. È il primo nucleo di discepoli chiamati a seguirlo per lasciarsi trasformare dalla parola del Signore. Cosa porta questi uomini a seguire uno sconosciuto, ad avere il coraggio di lasciare e di seguirlo? Solo dalla risposta che ciascuno di noi saprà dare oggi potremo capirlo perché   solo così sapremo perché ci diciamo suoi discepoli e se lo vogliamo essere per davvero.

Dal Vangelo secondo Matteo  (Mt 4, 18-22)

In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono.  Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedèo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

Suor Doriana

Parola del giorno: “Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete”

Martedì – 1a settimana di Avvento

Gesù oggi esulta nello Spirito per me, per te, per ciascuno di noi che siamo suoi discepoli. Rende lode al Padre perché anche a noi oggi Egli può rivelare la sua relazione profonda di Figlio che vive con Colui che è la sorgente del suo e del nostro essere. E quasi per farci entrare maggiormente nella sua intimità, prende in disparte per fare intuire la bellezza del credere in lui, che è un dono a cui solo ci si può aprire. Siamo invitati a contemplare il dono di Gesù nella nostra vita. Vedere e ascoltare la sua Presenza e la sua Parola per sperimentare lo stesso giubilo nella gratitudine sia questa la tua beatitudine di oggi!

Dal Vangelo secondo Luca  (Lc 10, 21-24)

In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».

E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».

Suor Doriana

Parola del giorno: “…di’ soltanto una parola”

Lunedì – 1a settimana di Avvento

Siamo invitati dalla Parola, in questa giornata, a rivisitare la nostra relazione con Gesù. Ci viene offerto l’esempio del centurione. Conoscenza vera di sé e conoscenza del Signore sono i due ingredienti essenziali perché ci sia una relazione profonda e fiduciale. Quel “di soltanto una parola” diventi per noi, oggi, quel consegnarci e abbandonarci nella certezza che il riconoscere la potenza di Gesù può realizzare grandi cose nella nostra vita.

Dal Vangelo secondo Matteo  (Mt 8, 5-11)

In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò».

Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».

Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli».

Suor Doriana

Parola del giorno: “…non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti”

1a DOMENICA DI AVVENTO A

Vivere la vita è il dono più grande e prezioso che abbiamo ricevuto, è sorgente di esperienze a volte dolorose a volte liete. Ma c’è una dimensione fondamentale che non bisogna mai perdere: stare attenti e vigilare. Lasciarsi intorpidire dal ritmo quotidiano dei nostri bisogni, pur importanti per la nostra esistenza fisica quali mangiare, dormire o sociale cioè sposarsi. È l’ assolutizzare che  ci fa perdere l’orizzonte vero della nostra vita. Il nostro compito è quello di tenere sveglio e ardente il nostro cuore.

Dal Vangelo secondo Matteo  (Mt 24, 37-44)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:  «Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.

Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

Suor Doriana

Parola del giorno: “come un laccio”

Sabato – 34settimana del Tempo Ordinario

Siamo giunti all’ultimo giorno dell’Anno liturgico. Gesù nostro Maestro e Signore ci consegna la sua ultima lezione attraverso le sue parole cariche di amore.

Stare attenti a noi stessi, siamo un bene prezioso perché se noi ci conosciamo saremo in grado di conoscere Dio e il suo Amore per noi e di conseguenza impegnarci per il vero Bene nostro e degli altri. La nostra interiorità va continuamente custodita da tre dimensioni che possono impedirci la pienezza di vita a cui siamo destinati: dissipazioni, ubriachezze, affanni.

La preghiera vigile ci rende vittoriosi per affrontare qualsiasi difficoltà si possa abbattere su di noi. Ricordiamoci però che la nostra vita è Cristo Gesù e in questo Anno liturgico di Domenica in Domenica siamo stati conformati a Lui icona perfetta di ciò che siamo chiamati ad essere. Viviamo pertanto questo giorno con gratitudine per aprirci con l’Avvento al dono di un nuovo anno di grazia per crescere nella nostra identità di figli di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca  (Lc 21, 34-36 )

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:      «State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra.  Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

Suor Doriana

Parola del giorno: “Le mie parole non passeranno”

La realtà di questo mondo è soggetta, fino a quando avremo cieli nuovi e terra nuovi cioè la definitiva presenza del regno di Dio, al continuo passare dalla morte alla vita. È la condizione creaturale a cui nulla e nessuno può sottrarsi. Ma c’è una dimensione che resta come roccia e fondamento: la Parola del Signore. Fidarsi di questa presenza ogni giorno del nostro umano pellegrinaggio è fonte di certa speranza. Se tutto è relativo nessuno di noi è però una canna sbattuta dal vento o una barca sommersa dai flutti del mare ma siamo ancorati ad una Persona che è il Risorto e Vivente. Con questa fiduciosa certezza ci lasciamo condurre in questa giornata e per ogni giorno della nostra vita.

Dal Vangelo secondo Luca  (Lc 21, 29-33)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:  «Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.  In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».

Suor Doriana

Parola del giorno: “la vostra liberazione è vicina”

Giovedì – 34settimana del Tempo Ordinario

Una strana conclusione quella del brano evangelico di oggi. Dopo un annuncio di segni catastrofici viene detto di alzare il capo, risollevarsi perché la liberazione è vicina. Gesù sta parlando a noi suoi discepoli e lo fa come nostro Signore, Maestro e Salvatore. Il discepolo è iniziato ad una logica nuova: nulla di ciò che può attentare esternamente la sua persona è pericoloso se non il peccato, che insieme al corpo ha il potere di uccidere l’anima. Rinnoviamo oggi la nostra fiducia nel Signore consegnandoci totalmente alla sua signoria. Egli solo ci rende liberi da tutto e da tutti, compresa la schiavitù da noi stessi.

Dal Vangelo secondo Luca  (Lc 21, 20-28 )

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti.

Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».

Suor Doriana

Parola del giorno: “Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita”.

Mercoledì – 34settimana del Tempo Ordinario

 Gesù oggi ci offre il senso più autentico e vero dell’esperienza umana vissuta cristianamente. Lo possiamo comprendere a partire da una chiave teologico-spirituale: essa è testimonianza della persona di Gesù creduto e accolto come nostro unico salvatore. Quante sofferenze inutili nella nostra vita di discepoli, occasioni sprecate!  Viviamo nella consapevolezza che quanto il Signore permette è la modalità con la quale ci sta conducendo per renderci suoi collaboratori responsabili e disponibili per la nostra e altrui salvezza. Quella più indispensabile: la salvezza delle anime nostra e altrui.

Dal Vangelo secondo Luca  Lc 21, 12-19

In  quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:  «Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza.  Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.   Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.  Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

Suor Doriana

Parola del giorno: “non è subito la fine”

Martedì – 34a settimana del Tempo Ordinario (Santa Cecilia Vergine e Martire)
Oggi il Signore, per mezzo della sua Parola, ci esorta a due comportamenti: non lasciarci ingannare dalle apparenze e non essere creduloni seguendo false orme. Come discepoli di Gesù ad ognuno di noi viene consegnato un messaggio di fiducia: siamo custoditi da Lui, tutto il resto è relativo. Dobbiamo solo preoccuparci di non lasciarci strappare questa fiducia.

Dal Vangelo secondo Luca  (Lc 21, 5-11)

In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sar
distrutta».  Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».  Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.

Suor Doriana

Parola del giorno: “Chi è mia madre?”

lunedì – PRESENTAZIONE DELLA B. V. M. AL TEMPIO

Vangelo del giorno: Mt 12,46-50

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, mentre Gesù parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli.
Qualcunoicona gli disse: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti».
Ed egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?».
Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre».

Fermiamoci un momento. Senza fretta. Senza correre a cercare la risposta, ammesso che ne fossimo capaci. Aspettiamo che ci venga dalle labbra di Gesù, che pone la domanda non ad altri, ma a se stesso, ben sapendo che sarà lui a dover rispondere. E lo farà senza esitazione. Aspettandosi dagli altri solamente attenzione. E comprensione. La mamma è lì di fuori che lo cerca. Glielo dicono. E lui che cosa fa? Se ne esce con quel secco: “Chi è mia madre?”. Davvero non si spiega. E non si capirebbe la domanda, se non ci fosse subito in arrivo la sua risposta che apre a una visione straordinaria che pone sua madre al primo posto. Dopo Dio, naturalmente. E accanto a lei tutti quelli che son pronti a fare come lei.